L’ Incontro d’Autunno della Unione Imprese Centenarie Italiane si terrà sabato 27 settembre a Brolio (Siena), una località del Chianti Classico legata da quasi un millennio alla storia della Famiglia Ricasoli che già dal 1141, in questo territorio, possedeva il Castello e produceva vini, come riportano documenti ufficiali.
L’albero genealogico della famiglia, riprodotto a stampa nel 1584, è uno dei primi riferimenti che si hanno riguardo alla zona del Chianti. Dopo secoli di difesa del territorio e dei feudatari, i Ricasoli furono i primi a dedicarsi allo sviluppo dell’agricoltura e dei vigneti.
Gli antenati della famiglia Ricasoli sono stati tra i primi a comprendere il grande potenziale del territorio di Brolio, in particolare Bettino Ricasoli, importante uomo politico e visionario imprenditore vinicolo, che creò la formula del vino Chianti nel 1872.
Dopo aver testato a lungo vari campioni di produzione nella sua tenuta di Brolio, nel 1872 il “Barone di ferro”, con una lettera passata alla storia come “la ricetta del Chianti” e indirizzata al professor Cesare Studiati dell’Università di Pisa, conclude che: “… mi confermai nei risultati già ottenuti nelle prime esperienze, cioè che il vino (Chianti) riceve dal Sangioveto la dose principale del suo profumo (a cui io miro particolarmente) e una certa vigoria di sensazione; dal canajolo l’amabilità che tempera la durezza del primo, senza togliergli niente del suo profumo per esserne pur esso dotato; la malvagia, della quale si potrebbe fare a meno per i vini destinati all’invecchiamento, tende a diluire il prodotto delle due prime uve, ne accresce il sapore e lo rende più leggero e più prontamente adoperabile all’uso della tavola quotidiana”.
Dal 1993 il barone Francesco Ricasoli, attuale presidente e proprietario, guida l’azienda con sfide innovative, nel più profondo rispetto della storia e della tradizione del suo territorio. Tra i suoi più grandi successi ci sono lo studio continuo ed approfondito dei diversi tipi di suolo e la selezione clonale del Sangiovese, insieme al totale rinnovamento e alla completa mappatura dei vigneti, che hanno condotto l’azienda, e la denominazione Chianti Classico, attraverso una notevole rivoluzione.
“I numerosi e diversi suoli, le altitudini, le esposizioni, i microclimi e la rispettosa mano dell’uomo determinano il Terroir di Brolio, che ci permette di produrre vini molto riconoscibili ma di personalità differenti all’interno di un unico, grande, territorio” afferma Francesco Ricasoli.
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