Durante i primi miliardi di anni dopo la nascita del Sistema Solare la superficie terrestre subì moltissimi impatti da parte di asteroidi e comete, fratelli gemelli di quelli che per ora chiamiamo NEO, cioè Near Earth Objects, non essendoci ancora venuti addosso! Basta guardare la superficie della Luna per avere un’idea di quanti impatti abbia subito. Ma ‘non tutto il mal vien per nuocere’: probabilmente sono stati delle comete a portare l’acqua sul nostro pianeta, permettendo così la nascita della vita…anche se nel futuro simili oggetti potrebbero distruggerla.
I ‘NEO’ di solito transitano nel sistema solare solo per il ‘breve’ periodo di 10 milioni di anni e poi finiscono per schiantarsi nel Sole. In generale non tutti i NEO sono un pericolo per la Terra: per essere classificato come potenzialmente pericoloso (PHO) la prevista traiettoria di un NEO deve passare ad una distanza dal nostro pianeta inferiore al 5% della distanza Terra-Sole.
Nel 2023 i PHO risultavano essere 2431: ma niente paura! Un PHO non necessariamente impatterà sulla Terra in un qualche momento futuro: occorre solo tenerlo d’occhio perché ci passerà vicino e per di più un suo eventuale impatto non necessariamente avrà effetti catastrofici. Circa una volta l’anno oggetti con diametro di 5-10 metri e con un’energia simile a quella della bomba di Hiroshima (circa 15 chilotoni di TNT) colpiscono la Terra ma esplodono nell’alta atmosfera, vaporizzando gran parte della materia solida di cui sono composti. Purtroppo circa una volta ogni migliaio di anni il nostro pianeta è colpito, come nel 1908 a Tunguska, da oggetti con diametro di circa 50 metri i cui effetti sono 1000 volte più devastanti di quelli di Hiroshima.
Per fortuna solo ogni milione di anni la Terra è colpita da oggetti con diametro dell’ordine di un chilometro, mentre quelli con diametro dell’ordine dei 5 chilometri ci raggiungono ogni 10 milioni di anni. Purtroppo noi non sappiamo quando si siano verificati per l’ultima volta eventi simili, ma abbiamo sperimentato di recente che possono accadere in ogni istante: il 15 Febbraio del 2013 un asteroide sconosciuto del diametro di circa 20 metri è precipitato alla velocità di 66.000 km/h nei pressi di Chelyabinsk (Russia) con un’energia pari a circa 25 volte la bomba di Hiroshima, causando però solo danni e un po’ di feriti.
Scoprire e monitorare i Neo è quindi indispensabile: ma c’è qualcosa del genere in arrivo?
Senza eccessiva ansia, ne possiamo elencare alcuni che meritano particolare attenzione. L’asteroide (29075) 1950 DA, del diametro di circa 1 km, subito dopo la sua scoperta nel 1950 fu perso ed è stato riscoperto il 31 dicembre 2000: la probabilità che impatti il giorno 16 marzo 2880 è stimata in 1 su 300. Scoperto nel 1999, l’asteroide Bennu ha un diametro di circa 500 metri e la sua orbita è prevista impattare otto volte con la Terra tra il 2169 ed il 2199, ma con una probabilità non superiore allo 0,07% per tutti gli otto incontri. Nell’ Aprile 2029 avremo l’opportunità di osservare ad occhio nudo l’asteroide Apophis che sfreccerà nello spazio compreso tra i nostri satelliti geostazionari e 6 volte il raggio del nostro pianeta: col suo diametro di 370 m è potenzialmente pericoloso ma non ci colpirà almeno per i prossimi 100 anni.
Di certo questi eventi meritano tutta la nostra ’ansiosa’ attenzione, anche se già oggi abbiamo idee e mezzi per difenderci. Se un Neo è scoperto con sufficiente anticipo è possibile deviarlo cambiando di pochissimo la sua traiettoria: nei molti anni di avvicinamento finirebbe lontano da noi.
Nel produrre queste deviazioni è sempre meglio non ‘rompere’ il Neo, in quanto qualche suo grosso frammento potrebbe alla fine raggiungerci. Le traiettorie possono essere modificate con veicoli spaziali sia utilizzandoli come palle di cannone o facendoli esplodere vicino all’asteroide; in altri casi può essere sufficiente colpirlo con un fascio di ioni o semplicemente affiancando il veicolo spaziale all’oggetto e deviarlo per attrazione gravitazionale. Solo nel caso di avvistamento tardivo, diventa indispensabile lo ‘sbriciolamento’ dell’asteroide con una potente bomba nucleare.
Nel Settembre 2022 la missione AIDA della NASA e dell’Agenzia Spaziale Europea ha dimostrato che questi metodi sono efficaci: a 11 milioni di chilometri dalla Terra un veicolo spaziale, della massa di 570 kg, come da programma ha colpito alla velocità di 6 km/sec la piccola luna Dimorphos che ruotava attorno al grande asteroide Didymos. Dimorphos è stata deviata e adesso sta precipitando su Didymos.
Tutto questo, ancora una volta, dimostra che venendo da lontano e sapendo guardare lontano si è capaci di affrontare e risolvere ogni periglioso ostacolo.


