Quando alziamo gli occhi al cielo è bene, e forse è anche eticamente educativo, riflettere sui ‘neo’: non nel loro significato dal greco antico di ‘nuovo’ e neppure nella loro indicazione di piccole macchie cutanee, ma nel loro significato di Near Earth Objects (NEO, appunto).
Questi ‘oggetti’ si possono immaginare come corpi solidi che possono cadere da grandissime altezze sulla Terra e quindi in grado di colpirne la superficie con talmente tanta energia da rappresentare una vera e propria minaccia catastrofica.
Più precisamente nel linguaggio scientifico col temine NEO ci si riferisce ad asteroidi o comete che passano vicine all’orbita della Terra: nello specifico sono catalogati come NEO gli asteroidi e le comete che si avvicinano al nostro pianeta ad una distanza inferiore a 45 milioni di chilometri. A Gennaio 2023 ne erano ‘contabilizzati’ circa 31000 e di questi ben 2000 hanno un diametro superiore a 140 metri e si avvicineranno a meno di 7.5 milioni di chilometri dalla Terra, guadagnandosi così la catalogazione di PHO, cioè di Oggetti Potenzialmente Pericolosi: tra questi sono 1500 quelli che hanno una probabilità diversa da zero di colpirci.
Si ritiene che in passato gli impatti più imponenti sulla superficie terrestre siano stati generati dalle comete, che, proveniendo da regioni molto lontane del sistema solare, ci raggiungono all’incredibile velocità di 70 chilometri al secondo: probabilmente non è una coincidenza che, nelle tradizioni popolari e nelle leggende, le comete siano considerate ‘cattivi presagi’, suggerendo quindi che l’Umanità abbia avuto esperienza di eventi traumatici in un passato non troppo lontano.
Nella storia della Terra asteroidi e comete hanno contribuito ad estinzioni di massa ma anche all’evoluzione della vita. Bisogna essere consapevoli che nulla è cambiato: ancora oggi quel tipo di impatti possono potenzialmente causare significativi danni alla vita e ad importanti beni del nostro pianeta. Per quantificare tali danni attraverso lo studio delle traiettorie e delle caratteristiche dei Neo, nel 1994 è stata di grande utilità l’osservazione dell’impatto su Giove della cometa Shoemaker-Levy9, così come è stato possibile imparare molte cose dagli effetti provocati nel Febbraio 2013 da un asteroide del diametro di circa 20 metri che, dopo aver attraversato l’atmosfera, si schiantò nei pressi di Chelyabinnsk (Urali Orientali).
Non meno ‘interessanti’ per testare gli attuali sistemi di tracciatura delle traiettorie di questi oggetti, è stata l’osservazione nel 2022 di due asteroidi, uno sopra l’oceano vicino all’Islanda e un altro sul Canada, entrambi assolutamente ignoti e osservati solo 2 ore prima del loro ingresso nella nostra atmosfera: per fortuna entrambi non hanno prodotto danni essendo sufficientemente piccoli da disintegrarsi prima di raggiungere al suolo. Questi quattro eventi osservati negli ultimi 25 anni ci ricordano che impatti di NEO più o meno inattesi possono accadere in ogni momento. I piccoli NEO sono meno pericolosi e sono i più numerosi … ma esistono anche quelli con diametri che superano i 30 chilometri: sono rari ma il loro impatto sarebbe catastrofico.
La maggior parte di questi oggetti, sia i piccoli che i grandi, proviene dalla parte interna della cosiddetta Fascia degli Asteroidi, dalla quale sono sottratti per l’effetto gravitazionale di Saturno, Giove e Marte e che successivamente assumono traiettorie che li trasformano in NEO. Ad oggi dei 1500 NEO classificati come PHO nessuno ha una probabilità significativa di colpire la Terra: di conseguenza non è facile dire quanto sia immanente ed imminente il rischio di un impatto catastrofico…ma questo non può e non deve portare ad una riduzione della nostra attenzione: un’allerta tardiva potrebbe portare ad un disastroso sconvolgimento del nostro pianeta.
I NEO ci insegnano che le insidie per ciascuno di noi possono essere totalmente inattese, provenire da tempi e luoghi lontani ed essersi trasformate solo lentamente in veri e propri pericoli. La sola strategia per neutralizzare tutto questo è guardare sempre lontano ed attrezzarsi per tempo.


