Una trama tra imprenditorialità e scienza

Wooden Jacquard loom MOSI 11 5545

La produzione di un tessuto è un processo complesso. In fondo ce lo dice lo stesso termine ‘tessuto’, dal latino textilis, cioè ‘intrecciato’.

Intrecciando un filo con se stesso si ottiene la maglia semplice, con più fili paralleli si realizzano merletti, trecce; ma la stoffa propriamente detta nacque solo con l’introduzione del telaio. Il punto di partenza di questa ‘marchingegno’ fu una semplice struttura che permetteva di incrociare più fili paralleli, detti ordito, con un filo continuo (la trama) che prosegue da un lato all’altro seguendo un disegno prefissato, detto armatura.

La storia del telaio segue passo, passo quella dell’umanità perché il tessuto è, con il fuoco, una delle prime scoperte dell’uomo.

I primi telai risalgano al neolitico: erano strumenti elementari, poco più di una intelaiatura rettangolare posta in posizione verticale e costruita con rami o pali in legno, dove la tensione dei fili era fornita da pesi di argilla o pietra. Questo era il telaio di Penelope. Omero parla, oltre che della tela di Penelope, anche delle stoffe babilonesi per vestiti e tappezzerie: come riferisce Nerone Plinio, erano carissime perché dipinte o, come quelle alessandrine, tessute a colori.

Nel XII secolo la tessitura, specialmente in Italia e in Francia, finisce per diventare una vera e propria arte con l’arrivo della seta dalla Cina, arricchendo così la produzione con tessuti pregiati, come raso, broccato, damasco e velluto. Ma una vera e propria rivoluzione arriverà nel 1790, quando Joseph-Marie Jacquard inventa il telaio che da lui prende il nome.

A onor del vero  il primo prototipo di un tale telaio fu realizzato nella seconda metà del Quattrocento dal tessitore Giovanni il Calabrese, invitato in Francia  da Luigi XI per impiantare la manifattura tessile a Lione: tuttavia la diffusione di quel telaio trovò resistenze per il timore che riducesse l’occupazione nel settore tessile. Proprio per questo sarà Joseph Marie Jacquard   a brevettare nel 1806 la nuova macchina.

In cosa consiste la novità di questo telaio? In precedenza un telaio era azionato totalmente a mano da una tessitrice/tessitore con l’ausilio di un aiutante addetto a sollevare  o abbassare i fili  per farvi passare attraverso i fili della trama. Il successo dell’invenzione di Jacquard consiste nell’uso di schede di carta (o di legno) interscambiabili, perforate con piccoli buchi che contenevano le ‘istruzioni’ per il disegno della tessitura. Queste schede infatti permettevano di controllare quali fili dell’ordito dovevano essere sollevati o abbassati, sostituendo il ruolo dell’assistente alla tessitura. I telai Jacquard potevano riprodurre velocemente qualsiasi disegno e replicarlo più e più volte: così la produzione tessile si meccanizza e il telaio esce da un ambito artigianale e domestico per diventare uno degli artifici della rivoluzione industriale. Anche in questo caso l’introduzione nelle fabbriche di quel telaio scatenò numerose rivolte in tutta Europa, generate dalla paura di perdite di posti di lavoro.  Ma, alla fine, l’invenzione di Jacquard produsse un vero boom nell’industria tessile e i primi telai di questo tipo sono ancor’oggi ricercati per il loro grande valore storico: nel 2019 presso la casa d’aste di Sotheby’s è stata venduto un telaio Jacquard del 1850 per 43.750 dollari.

Tutt’oggi quel tipo di telaio è utilizzato per produrre in tempi brevi tessuti con disegni complessi. Ma i meriti di quella macchina vanno ben al di là del suo ruolo nell’industria tessile. Infatti nel 1880, quando si cominciavano a sviluppare i primi calcolatori, lo statistico americano Herman Hollerith prese spunto proprio dalla geniale idea di Jacquard e realizzò la sequenza dei comandi e delle istruzioni di controllo per analizzare dei dati utilizzando schede perforate, che passavano sopra dei contatti elettrici. Di lì a poco l’inventore inglese Charles Babbage compì ulteriori e straordinari passi avanti, producendo un calcolatore che era il precursore dei metodi di programmazione dei computer di oggi… ed anche lui non poté fare a meno del sistema a schede perforate di Jacquard.

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