“Ci sono libri che servono a custodire la memoria, altri che hanno il merito di rileggerla alla luce del presente. L’Antica Dolceria Bonajuto, Storia della cioccolateria più antica di Sicilia, di Giovanni Criscione (Rubettino Editore, pagg,200, euro 16) appartiene a entrambe le categorie. A dieci anni dalla prima edizione, pubblicata con Kalòs, l’autore torna a percorrere due secoli di vicende familiari e imprenditoriali, aggiornando il racconto con nuove fonti archivistiche e con gli eventi che hanno cambiato il destino della Dolceria, a partire dalla scomparsa di Franco Ruta, nel 2016”.
E’ l’incipit dell’articolo di Francesco Seminara pubblicato su “Il Gusto” de “La Repubblica” che, senza alcuna esitazione, individua i due aspetti fondamentali attraverso i quali si sviluppa il libro di Giovanni Criscione sul nostro associato Antica Dolceria Bonajuto 1854: la storia di una città che si intreccia con quella della cioccolata perché quando si dice Modica si pensa alla cioccolata e a Bonajuto; e, secondo aspetto, le intuizioni di Franco Ruta il quale, seguendo le orme di chi lo aveva preceduto, ha difeso la memoria e la tradizione, facendo conoscere la “mitica” barretta di Bonajuto in tutto il mondo.
Il libro ripercorre vicende pubbliche e private, crisi e sfide, sconfitte e successi di una famiglia di dolcieri che da sei generazioni si tramanda la passione per le tradizioni e l’artigianato di qualità: dall’industria primitiva della “neve” utilizzata per sorbetti e gelati alla lavorazione del cacao sull’arcaico metate, dai caffè della Belle Époque ai nostri giorni, si snoda un viaggio inedito e affascinante alla scoperta di mestieri scomparsi e tesori gastronomici “sepolti” in un territorio che fu un’enclave spagnola in terra di Sicilia.
E nel libro ci sono le vicende che riguardano i “signori delle nevi”: Francesco Ignazio, il primo cioccolatiere, fino alla Belle Epoque di Francesco Bonajuto, al dopoguerra con Carmelo Ruta, agli Anni Novanta con Franco Ruta e alla “investitura” del figlio, Pierpaolo, sesta generazione di una saga familiare che continua ad investire su innovazioni “nobili figlie” di memoria e tradizione.


