“Il carcere non è un posto dove si finisce, è un posto dove si ricomincia”. Lo ha ribadito Lucia Castellano, provveditrice dell’amministrazione penitenziaria della Campania, ricevendo all’Università di Urbino la quarta edizione del Premio Centum della Unione Imprese Centenarie Italiane, riconoscimento già assegnato a don Antonio Loffredo, Paolo Fresu e Christian Greco e legato quest’anno alle celebrazioni di Pesaro Capitale Italiana della Cultura 2024.
“Voi imprenditori – ha continuato Castellano – legate la vostra identità al lavoro come sviluppo di principi civici ed economici. In qualunque lavoro abbia fatto, anch’io ho provato a legare l’identità dei sistemi che governavo alla dignità degli uomini e delle donne utenti del servizio. Ho sempre cercato di creare dei legami e di considerare i detenuti come risorse, le cui energie andavano proposte alla comunità. Questo mettere al centro la persona è stato un po’ il fulcro del mio lavoro. Non è un’impresa facile. Purtroppo in questo momento storico l’identità del carcere è legata ai disastri che leggiamo e sentiamo, il sovraffollamento, gli 84 suicidi. Però è un’operazione imprescindibile quella di tenere contatti continui e costanti con la comunità esterna in un principio che io chiamo dei vasi comunicanti. L’uomo non è il suo reato – ha concluso Lucia Castellano – La stessa persona può fare azioni mostruose e azioni meravigliose. Niente è solo bianco o solo nero. Sono convinta che la sicurezza sociale passi non attraverso la costrizione e l’emarginazione, ma attraverso la costruzione di una progressiva libertà. Ogni punto di recidiva in meno è un gol fatto per la nostra sicurezza”.
Oltre agli associati e agli ospiti della Unione, alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, il Presidente della Unione Imprese Centenarie Italiane Fortunato Amarelli, il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Urbino Giorgio Calcagnini, il Presidente della Provincia di Pesaro Urbino Giovanni Paolini e il Direttore di Confindustria Pesaro Urbino Andrea Baroni.
“Il percorso della Unione con le città Capitale Italiana della Cultura è iniziato quattro fa – ha spiegato Fortunato Amarelli, Presidente della Unione – e in questi quattro anni abbiamo costruito dei rapporti sempre più intensi e preziosi con le comunità di riferimento. Abbiamo attraversato gli anni della pandemia, e dopo il 2020 possiamo ammettere di vivere momenti di forte instabilità economica. In realtà le imprese centenarie sanno benissimo che la società muta. Cambiano i gusti, le tendenze di mercato. Le nostre imprese hanno saputo ancora una volta cambiare e adattare al presente e al futuro i loro modelli di business. L’Italia è un grande paese manifatturiero che oggi però deve rivedere il proprio posizionamento in un panorama italiano e internazionale profondamente mutato. Il futuro sarà fatto ancora di produzione manifatturiera ma con un valore aggiunto. Il valore aggiunto sta in quell’heritage, in quell’eredità, in quella capacità di narrazione proprie delle imprese centenarie”.
“Conoscere il mondo delle imprese centenarie è importante perchè sono imprese che possono offrire soluzioni importantissime a una parte negativa che sta caratterizzando l’attuale sistema produttivo utaliano” ha aggiunto nel suo saluto Giorgio Calcagnini, Magnifico Rettore dell’Università di Urbino Carlo Bo.
“Le imprese centenarie hanno la caratteristica di legarsi in maniera fortissima al territorio, nei prodotti di queste aziende si respira l’aria e la voluttà del territorio” ha detto Giovanni Paolini, Presidente della Provincia di Pesaro Urbino.
“Anche se il nostro distretto altamente manifatturiero non vanta così tante imprese centenarie, questo è comunque un territorio che già nel 1500 aveva imprese – ha concluso Andrea Baroni, Direttore di Confindustria Pesaro Urbino – Qui c’era tutta la tradizione della ceramica, poi nella zona di Fossombrone quella della seta e della canapa. I modelli industriali via via sono cambiati, e non è detto che il modello industriale debba essere ferreo o imporre a tutte le aziende di arrivare a 100 anni. E’ pero importante che in un territorio ci siano imprese che hanno 100 anni e che lo superino, perchè un ancoraggio è fondamentale, un po’ come se le imprese fossero le biblioteche del territorio che ne portano avanti la tradizione”.
Nella foto: Lucia Castellano riceve il Premio Centum dalla Vicepresidente della Unione Costanza Musso.