Nel corso dell’Incontro d’Autunno 2024 di sabato 28 settembre presso Castello di Fonterutoli (Siena), storica Tenuta di proprietà di Marchesi Mazzei 1435, si è tenuto un focus sul passaggio generazionale nelle imprese centenarie, promosso dalla Unione Imprese Centenarie Italiane in collaborazione con AIDAF Associazione Italiana delle Aziende Familiari.
In quella occasione Paolo Morosetti (SDA School of Management – Università Luigi Bocconi) ha presentato la ricerca “Apprendere e praticare la longevità”, uno studio che descrive il percorso di longevità di dieci famiglie imprenditoriali europee esemplari con una storia di oltre cento anni o che abbiano raggiunto almeno la quarta generazione.
“La maggior parte delle famiglie imprenditoriali sogna di preservare la tradizione, perpetuare l’impegno verso la collettività e far crescere il proprio patrimonio familiare, trasmettendolo alle generazioni future – ha affermato Morosetti – Realizzare questo sogno nel breve periodo può non essere un’impresa difficile. Tuttavia, quando la prospettiva temporale non si misura in anni, ma in decenni e generazioni, solo alcune famiglie imprenditoriali riescono ad affrontare le molteplici sfide familiari e aziendali che mettono a rischio la loro sopravvivenza”.
Dalla ricerca si evince che sono 10 i temi comuni che hanno garantito la longevità di queste famiglie, sebbene tale longevità sia il risultato di modelli di decisioni e azioni tanto diversi quanto le intenzioni dei loro membri:
Valorizzare la centralità dell’impresa. La responsabilità principale delle famiglie imprenditoriali è quella di gestire aziende solide, in crescita e redditizie nel lungo periodo, non di servire i bisogni dei componenti della famiglia. La gestione degli obiettivi e delle dinamiche familiari è rilevante se sostiene la creazione di valore. Gli interessi della famiglia sono meglio tutelati e serviti solo quando le attività aziendali creano valore economico e sociale.
Prepararsi al futuro. Nessuno può prevedere il futuro. Tuttavia, le famiglie imprenditoriali longeve sono proiettate verso il futuro, cercando di intuire le possibili trasformazioni familiari e aziendali che potrebbero presentarsi all’orizzonte, con l’obiettivo di prepararsi quanto più possibile ad affrontarle.
Assicurare continuità di leadership. La longevità si basa sulla capacità delle famiglie di anticipare le transizioni e di evitare “vuoti” di leadership, offrendo l’opportunità di esercitare una qualche forma di leadership a tutti i familiari che si dimostrano idonei.
Bilanciare “Noi” e “Io”. Le famiglie longeve si impegnano con costanza e determinazione nel bilanciare gli interessi e gli obiettivi individuali con quelli condivisi e identificano un insieme di principi su cui fondare le decisioni, evitando comportamenti dannosi per l’armonia familiare.
Alzare l’asticella dei talenti. La longevità è sostenuta da forte volontà ad attrarre e selezionare i migliori candidati familiari e non familiari per le posizioni di leadership. Le famiglie longeve anziché reagire alle esigenze del presente anticipano i fabbisogni di leadership futuri, selezionando persone con competenze più elevate di quelle strettamente necessarie.
Condividere comportamenti esemplari. Le famiglie longeve si rendono conto che i valori devono tradursi anche in comportamenti condivisi che siano seguiti sia da membri della famiglia sia da quelli che non ne fanno parte perché utili a preservare la qualità delle relazioni. L’adozione di comportamenti condivisi è fondamentale per mantenere l’impegno della famiglia a svolgere attività economiche e finanziarie in comune nel lungo periodo.
Coltivare l’”albero” familiare. Per raggiungere la longevità, le famiglie non si limitano a creare un mercato equo per il trasferimento delle azioni e a fornire un buon rendimento agli azionisti. Esse promuovono anche iniziative di educazione alla proprietà e applicano meccanismi di governance volti a preservare un’adeguata coesione familiare. In quest’ottica, la cosiddetta “potatura” dell’albero della proprietà familiare può essere un mezzo per affrontare conflitti, ma non è vista da queste famiglie come la soluzione da privilegiare.
Parlare con una sola voce. Le famiglie longeve sanno che, nel tempo, il coordinamento tra familiari su tutti i fronti possibili è un compito troppo arduo. Pertanto, esse coltivano almeno la capacità della famiglia di “parlare con una sola voce” nel fornire una guida strategica alle attività economiche comuni e ai manager impegnati nella loro gestione.
Dare “respiro” ai membri della famiglia. Le famiglie che durano nel tempo garantiscono un senso di autonomia e libertà ai propri membri, offrendo opportunità per una vita più significativa attraverso iniziative imprenditoriali autonome, libertà finanziaria e opportunità di leadership al di fuori delle aziende di famiglia.
Realizzare una governance equa, flessibile ed efficace. Le famiglie longeve investono nella professionalizzazione della governance aziendale e familiare e applicano il principio di fairness (equità) con l’obiettivo di rendere efficaci i processi e le decisioni.
Al termine della presentazione della ricerca, testimonianze preziose e coinvolgenti in tema di passaggio generazionale sono state portate da due rappresentanti di aziende centenarie: Lucia Bianchi Maiocchi (Vitale Barberis Canonico 1663, tessile) e Costanza Musso (M.A. Grendi dal 1828 Società Benefit, trasporti e logistica). Attraverso il ricordo di episodi, azioni e decisioni maturati in particolari periodi storici, le due relatrici hanno spiegato come sia stato possibile, anche a fronte di imponenti sfide e potenziali rischi, garantire nei secoli la longevità ultracentanaria alle loro imprese di famiglia.


