Magia della trasparenza

vetrai

Ora lo vedi, ora non lo vedi. Il vetro è una specie di enigma. E’ abbastanza solido per fornirci una riparo dal freddo o dal vento ma va in mille pezzi con incredibile facilità. E’ completamente trasparente ma è fatto con sabbia opaca. E non basta, infatti le sue stranezze non finiscono qui: si comporta come un materiale solido ma è anche una specie di bizzarro liquido ‘in incognito’. Troviamo vetro ovunque si guardi: praticamente in ogni stanza di casa nostra c’è una finestra di vetro e se non ce l’ha …forse ha uno specchio o una lampadina.

Il vetro è uno dei più antichi e più versatili tra i materiali prodotti dall’ingegnosità umana. Ha molteplici qualità: costa poco, può essere modellato, resiste al caldo, è chimicamente inerte e può essere riciclato quante volte si vuole. Per farlo basta portare la sabbia ordinaria, quella della spiaggia(!), alla temperatura di fusione (più di 1300 0C) e una volta raggiunto lo stato fluido si può darle la forma desiderata.

Quando nel 1945 fu testata la prima bomba atomica nel deserto del New Mexico intorno al luogo dell’esplosione la sabbia si trasformò in vetro, fornendo la conferma che il vetro può essere prodotto anche da eventi naturali purché ‘ad alta temperatura’, come eruzioni vulcaniche, fulmini o impatti di meteoriti sulla Terra.

Tutto questo però non disvela il mistero del perché le finestre di vetro siano più trasparenti del muro che le circonda. Qualcuno spiega tutto questo dicendo che il vetro non è un solido ma un liquido, così viscoso che tra i suoi atomi c’è abbastanza spazio per essere attraversato dalla luce: lo dimostrerebbe il fatto che i vetri delle vecchie case si presentano ondulati e con spessore irregolare come se, con gli anni, un po’ della loro sostanza viscosa fosse fuoriuscita con un lento scivolamento.

Ma la realtà è un’altra. Il vetro è un solido amorfo, cioè i suoi atomi e le sue molecole sono bloccate in una posizione fissa ma senza un preciso ordine. Per questo motivo negli atomi del vetro i livelli energetici occupati dagli elettroni sono raggruppati in bande di energia, separate tra loro da ampi intervalli energetici vuoti. Ed ecco svelato il mistero: gli elettroni degli atomi possono assorbire solo i fotoni in grado di farli passare da una banda ad una più alta, ma i fotoni della luce visibile non hanno energia sufficiente per permettere quel salto!  Così la luce solare può attraversare il vetro senza essere fermato: il risultato è la trasparenza.

 Le prime tracce di vetro risalgono a più di 3000 a.C. e non era trasparente, ma blu o verde: il vetro trasparente è apparso solo nel 100 d.C. In epoca romana, il vetro ebbe una grande diffusione con l’uso delle bottiglie e di vari tipi di fiale.

Tuttavia l’arte vetreria, che ancora oggi ammiriamo, iniziò a svilupparsi solo nel secolo XIII proprio a Venezia, e particolarmente a Murano, grazie all’intenso commercio della Serenissima con l’Oriente. Pur non conoscendo la fisica atomica, i maestri vetrai veneziani seppero presto specializzarsi nella produzione di specchi molto pregiati, che ottenevano apponendo alle lastre di vetro un sottilissimo strato di piombo: chi sapeva come fabbricare e modellare il vetro fin da allora possedeva una tecnologia molto potente ed esclusiva.

Oggi, in Italia, l’industria del vetro conta più di 500 aziende e tante di queste continuano a stupirci con la magia e la bellezza di questa materia trasparente.

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